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Immagini -
Cartina del
percorso
Escursione
in kayak dalla penisola di Sirmione, ricca di notevoli aspetti
storici e bellissimi paesaggi, a Padenghe, passando per zone dai
bassi fondali, ricche di canneti frequentati da molte
specie di uccelli acquatici. Si attraversa anche la animata zona
di Desenzano.
Percorso totale
13 chilometri, tempo di percorrenza
circa 2 ore e 10 minuti
Attenzione ai venti periodici: peler, il mattino da
nord verso sud, spesso di 10-20 nodi, con onda di 40-60
centimetri, soprattutto nella zona della punta della penisola di
Sirmione.
Sirmione - Desenzano - minuti 80
Desenzano -
Padenghe -
minuti 50
Raggiungiamo la
splendida località di Sirmione,
posta su una lunga penisola che si protende nelle acque del
basso Garda. Il pittoresco e raccolto borgo è meta di turismo
internazionale tutto l'anno per le innumerevoli bellezze che
offre. All'inizio del paese si innalza la maestosa Rocca
Scaligera, eretta da Mastino I della Scala, nel 1259, con mura
merlate e numerose torri, circondata da fossato e con due
ingressi su ponte levatoio. Attraversato il centro urbano, alla
fine della penisola, in magnifica posizione elevata, troviamo la
zona archeologica delle
"Grotte di Catullo". Si
tratta dei resti di una villa romana e
costituiscono l'esempio più grandioso di edificio privato di
carattere signorile di tutta l'Italia settentrionale.
Attualmente si trova in un vasto oliveto e fu costruita su tre
diversi livelli per superare l'inclinazione naturale della
roccia. L'edificio
residenziale, databile fra la fine del I secolo a.C. e l'inizio
del I secolo d.C., apparteneva ad un ricco e potente personaggio
oggi ignoto. Lasciamo l'auto
nel comodo parcheggio (a pagamento) a lago che troviamo sulla
nostra destra, circa 200 metri prima del paese. La canoa può
essere messa in acqua a pochi metri dall'auto. Ci troviamo sul
versante orientale della penisola di Sirmione e ci dirigiamo
verso nord tenendo la sponda lacustre sulla nostra sinistra.
Quasi subito
siamo nei pressi del castello Scaligero e possiamo
approfittarne per fare una breve escursione, con molta
attenzione alle barche a motore!, nello stretto canale che
circonda parte del castello. Sbocca sul lato occidentale dopo
aver attraversato la penisola con poche decine di metri.
Ritornati poi a lago per il medesimo percorso continuiamo il
tragitto in kayak verso nord e passiamo accanto a zone dove
scaturisce acqua termale sulfurea (ce ne accorgeremo per
l'odore!). Poco oltre inizia la zona archeologica delle Grotte
di Catullo, e possiamo vedere parte dei resti della villa romana
che si affacciano sul lago. L'estremità della penisola è formata
da caratteristiche grandi piastre lisce di roccia. Grande
panorama su tutto il basso Garda e i monti che lo circondano più
a nord.
Si gira ora
verso sud e si ripercorre la penisola di nuovo verso il paese di
Sirmione, costeggiando la costa occidentale. Passiamo nuovamente
accanto al castello Scaligero e ci portiamo verso la zona dei
canneti. Per diversi chilometri il paesaggio è caratterizzato da
poche spiagge di ciottoli e vasti canneti, sempre frequentati da
numerose specie di uccelli acquatici (anatre, tuffetti, cigni,
folaghe, cormorani, aironi cinerini, etc.).
Raggiungiamo
l'animato vasto centro urbano di Desenzano, adagiato lungo il
pendio morenico, sul quale sorge il castello medioevale. Sul
lago possiamo fare una escursione nel grande porto. Continuando
a costeggiare con la canoa ci portiamo verso un promontorio
boscoso, anche esso circondato da canneti. Siamo alla Punta del
Vò, zona di bassi fondali, che ci porta verso la lunga spiaggia
del lido di Lonato, con bar e campeggi a lago. Proseguendo poco
dopo la caratteristica costruzione "simil castello" rossa e
bianca di Villa Garuti, approdiamo al lido di Padenghe dove
terminiamo la nostra gita in kayak. Padenghe, piccolo paese di origini agricole e
vinicole, è ora anche e soprattutto centro turistico. Il borgo antico
sorge attorno ad un poderoso castello, con alte mura, torri
quadrangolari e ponte levatoio, costruito a protezione della
popolazione dalle scorrerie degli Ungari attorno all’anno 1000.
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