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Altezza Idrometrica del Garda

Il bacino       Altezza Idrometrica       Temperature       Balneazione       Meteo

Il bacino idrografico superficiale che alimenta il lago di Garda è di circa Kmq 2.290. Il lago stesso si estende su una superficie di Kmq 368 ed occupa un sesto dell'intera area del bacino. E' alimentato principalmente dalle acque del fiume Sarca, alimentato da affluenti secondari a nord e nord-ovest. Altri apporti provengono dallo spartiacque montano  in territorio bresciano, ovvero da piccoli fiumi e torrenti che scendono verso sud-est dalla Valvestino, Valle di S.Michele,  e dal lago di Ledro. Ulteriori apporti  sono dati dall'anfiteatro morenico a sud e da numerosi piccoli torrenti che scendono sul versante occidentale del monte Baldo in territorio veneto. Si tratta di un ristretto bacino imbrifero ma che assicura un sufficiente apporto idrico al Garda. Le precipitazioni medie annue non sono omogenee: nelle aree poste a quote inferiori esse sono comprese fra i 700 e 1000 mm., mentre quelle di alta montagna superano talora i 2500 mm. Nel bacino attuale sono presenti dei ghiacciai: Adamello, Brenta e Presanella (altezza massima del bacino imbrifero 3358 m.); nel periodo invernale la copertura nevosa è considerevole su gran parte dei rilievi montuosi, compreso il monte Baldo ad est del lago. Il Garda pur essendo il lago più grande del territorio nazionale, risulta un bacino alimentato da numerosi ma piccoli affluenti e per questo motivo è ben difficile vedere forti cambiamenti repentini nella  sua altezza idrometrica. Lo zero idrometrico del lago è a 64,027 m. sul livello medio del mare ed è misurato a Peschiera del Garda.

Gli equilibri naturali dell’ambiente montano-lacustre sono stati fortemente modificati a partire dagli anni trenta del secolo scorso con la realizzazione della galleria tra i laghi di Ledro e Garda, della centrale idroelettrica di Molveno e poi da quella di Valvestino e dei loro rispettivi bacini di accumulo idrico. Inoltre nel 1960 è stata completata la galleria scolmatrice dell’Adige, usata solo due volte per evitare piene disastrose dell'Adige nella zona di Verona. Così il Garda è stato regimentato sia a nord che a sud, attraverso i sistemi di regolazione a Salionze di Monzambano del 1949 e quelli di Governolo degli anni 80. Il Garda è dunque un bacino artificialmente regolamentato. Le regole dettate dalle esigenze di mezzo secolo fa non sembrano più in grado di rispondere alle mutate condizioni dei nostri giorni. Allora la priorità andava all’agricoltura ed alla produzione idroelettrica. Oggi con la legge Galli la precedenza va prima al consumo umano e poi all’agricoltura. Però sulle sponde del Garda larga parte dell’economia si basa sul turismo. Se negli anni fra il 1950 ed il 1970 il problema era quello di contenere i livelli massimi e dunque le piene evitando allagamenti e disastri, ora con mutate condizioni climatiche e grande uso della risorsa idrica succede esattamente il contrario. L’acqua, salvo qualche rara eccezione, negli ultimi anni è scarsa e i consumi sono spesso superiori alle disponibilità. Un futuro incerto pesa nel basso Garda per l’industria turismo se spiagge e centri balneari con bassi livelli dell’acqua diventano lunghe distese melmose e inutilizzabili. Gli ambienti naturali quali i canneti risentono pesantemente del forte e persistente abbassamento dei livelli del lago. Ci sono anche ripercussioni sulla navigazione, soprattutto per l'attracco dei mezzi della navigarda. Per questo i Sindaci di numerosi comuni che si affacciano sul Garda chiedono di alzare il livello minimo del Garda.

La regolazione delle acque è effettuata attraverso il sistema regolatore di Salionze, sul fiume Mincio, costituito da un lungo sbarramento in muratura lungo oltre 70 metri, a più luci, chiuse da paratoie metalliche piane. Delle aperture centrali fungono come scarico di fondo e immettono l’acqua nel fiume Mincio. Le aperture di destra alimentano il canale irriguo industriale Virgilio, mentre quella di sinistra la Seriola di Salionze. Il deflusso massimo è di 200 metri cubi al secondo, 7 dei quali possono defluire nella Seriola di Salionze e 30 nel canale Virgilio. La regolazione dei livelli non ha influito negativamente sui deflussi di piena nel Mincio il cui alveo è stato sistemato dopo il 1983.

Studi idrogeologici riguardanti il bilancio idrico del lago di Garda hanno evidenziato che il bilancio afflussi-deflussi si chiude a favore dei deflussi che risultano superiori. Cioè le quantità d’acqua che entrano nel lago dal fiume Sarca e altri torrenti sono minori di quelle che escono. Il bilancio viene compensato da numerosi apporti sotterranei e dalle precipitazioni che cadono direttamente nel Garda. L’acqua viene fatta defluire nel fiume Mincio che nei pressi della città di Mantova si allarga e forma tre laghi per poi immettersi, dopo un percorso di 75 chilometrie, nel Po poco dopo Governolo. Ogni anno nel lago entrano in media 1,8 miliardi di metri cubi d’acqua, di cui 0,8 miliardi durante il periodo irriguo. Il confronto fra questi dati e la capacità di regolazione pari a 458,5 milioni di metri cubi in regime normale, e di 660 milioni in regime eccezionale, mette in evidenza che esistono limitati margini.

Uso delle acque in uscita dal lago di Garda. La richiesta maggiore viene dalla agricoltura che, secondo le priorità stabilite dalla legge Galli, figura al secondo posto dopo il consumo umano. Mediamente in un anno l’agricoltura assorbe 45 metri cubi al secondo delle acque in uscita dal lago; altri 3 sono destinati alle utenze industriali comprese le 2 centrali elettriche; 21 metri cubi al secondo servono una superficie coltivata di 7.300 ettari che viene irrigata a scorrimento. Parte di questa acqua attraverso falde sotterranee provvede anche ad alimentare i laghi di Mantova e la valle del Mincio. Altri 21 metri cubi al secondo servono a irrigare ulteriori 24.200 ettari di colture di cui 11.000 con sistema idraulico. Il lago deve assicurare anche un minimo vitale al fiume Mincio. Il periodo irriguo va dal 1° aprile al 30 settembre ma la stagione delle irrigazioni inizia mediamente a maggio per concludersi a fine agosto, cioè per circa 123 giorni. Il riordino irriguo che comincia ad essere attuato in questi anni dai Mantovani punta ad adottare nuove tecniche irrigue che cercano di ottimizzare l'uso dell'acqua e selezionare colture più resistenti a lunghi periodi di siccità. 

Articolo tratto in parte da "D DEL GARDA" Febbraio-marzo 2007 Autore Ennio Moruzzi www.dipende.it

Grafico livelli e portate erogate del Garda dal 2005

Il "governo" delle altezze del Garda è affidato dall'anno 2000 ad un gruppo di lavoro subentrato alla "Commissione" che utilizzando tabelle con le indicazioni dei livelli massimi e minimi da non oltrepassare regola gli afflussi e i deflussi.

Le tabelle nate nel 1965 dal ministero furono poi modificate nel 1984 su parere del Consiglio Superione dei Lavoro  Pubblici.

Massimo mese di aprile cm. 140 (eccezionalmente aumentabile a cm. 175)
Massimo estivo (maggio-agosto) cm.135
Massimo autunnale cm. 90
Minimo assoluto cm. 6,3
Minimo in casi eccezionali cm. -0,5
Volume invasabile 458,5 milioni di metri cubi d’acqua

 

 

Utenti irrigui, idroelettrici, idropotabili e industriali vantano diritti sull'utilizzo dell'acqua del lago, le norme consentono nel corso dell'anno, di erogare ad essi le seguenti quantità massime (salvo in periodi eccezionali di siccità o di piovosità e tenuto conto delle esigenze dell'agricoltura dell'Alto Mantovano)
dal 01/04 al 20/04 30 m3/sec
dal 21/04 al 31/05 68 m3/sec
dal 01/06 al 15/08 88 m3/sec
dal 16/08 al 20/09 68 m3/sec
dal 21/09 al 30/09 30 m3/sec
dal 01/10 al 31/03 22 m3/sec

 

Per visualizzare i dati relativi all'altezza idrometrica, all'afflusso al Lago, portata erogata aggiornate con cadenza giornaliera abbiano di seguito inserito i link all'Autorità di Bacino del fiume Po, a Laghi.net e al Centro Rilevamento Ambientale di Sirmione.

 

www.laghi.net
Autorità di Bacino del fiume Po
 

 

 

Centro Rilevamento Ambientale Sirmione

 

 

  

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